24 febbraio 2017

Diritto acqua: Il Papa sollecita strumenti giuridici

"Ogni Stato è chiamato a concretizzare, anche con strumenti giuridici, quanto indicato dalle Risoluzioni approvate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2010 sul diritto umano all’acqua potabile e all’igiene"

A conclusione dei lavori del IV Workshop (23-24 febbraio) organizzato dalla Pontifica Accademia delle Scienze per approfondire il tema del “Diritto umano all’acqua: uno studio interdisciplinare sul ruolo centrale delle politiche pubbliche nella gestione dell’acqua e dei servizi ambientali”, Papa Francesco , oltre a ricordare che gli Stati hanno l’obbligo di garantire il diritto umano all’acqua ha sollecitato ogni Stato a concretizzare anche con strumenti giuridici il riconoscimento del diritto umano all’acqua sancito dalla risoluzione dell’ONU del 2010.

Il Contratto Mondiale dell’acqua plaude a questa sollecitazione di Papa Francesco agli Stati e alla comunità internazionale, che supporta la proposta di adozione di un Protocollo Opzionale al Patto Internazionale per i Diritti Umani, Economici, Sociali, per il diritto umano all’acqua, lanciata da Contratto Mondiale sull’acqua attraverso la Campagna Waterhumanrighttreaty , sostenuta da diverse organizzazioni e Comitati per l’acqua.
La proposta del Protocollo è stata sottoposta dal Contratto Mondiale sull’acqua, nel corso del 2016, alla attenzione della Segreteria di Stato e alla Presidenza della Commissione Giustizia e Pace e più recentemente al Rappresentante della Santa Sede presso il Consiglio dei Diritti Umani a Ginevra.

A distanza di 7 anni dal riconoscimento del diritto umano all’acqua attraverso una risoluzione ONU approvata da 142 Stati, dichiara Rosario Lembo e di fronte alle minacce di conflitti per garantirsi l’accesso all’acqua a causa anche degli effetti dei cambiamenti climatici, è urgente che gli Stati, come sollecita Papa Francesco, passino dalla dichiarazione a livello di principio nelle Costituzioni e legislazioni all’adozione di strumenti vincolanti con cui garantire il diritto umano all’acqua a partire dalla gratuità di un minimo vitale legato alla dignità della vita umana.

A tutt'oggi infatti solo 10 paesi hanno iscritto il diritto umano all'acqua nelle Costituzioni e tra questi non figura nessun Stato europeo, fatto salvo per la Slovenia.
La bocciatura in Francia di una proposta di legge,già approvata dalla Camera, che introduceva il riconoscimento del diritto all'acqua alle fasce più disagiate, costituisce un esempio lungimirante della incapacità della politica di difendere il diritto all'acqua.
In Italia il ddl 2343 su Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell'acqua, approvato nell'aprile del 2016 dalla Camera, ed attualmente giacente al Senato, riconosce il diritto umano all'acqua a livello di un minimo vitale a tutti i cittadini, in attuazione della risoluzione ONU.

Per approfondire “come concretizzare” il diritto umano all’acqua,a livello di singoli Stati e di Comunità internazionale,il Contratto Mondiale sull’acqua sta organizando a Milano, il 22 Marzo, in occasione della Giornata Mondiale sull’acqua, un Seminario di approfondimento sulle visioni e proposte per il diritto umano all'acqua.

ultima modifica: 27/02/2017 Alma P.

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