22 aprile 2014

Giornata mondiale della Terra

World Earth Day

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Terra , istituita nel lontano 1970 con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sull'urgenza di salvaguardare le risorse del pianeta Terra.
In queste occasioni si moltiplicano le buone pratiche messe in atto sia a livello di comportamenti individuali che di pratiche collettive, ma purtroppo non si va oltre alcune specifiche azioni: piantare un albero, consumare meno acqua e luce.
Mancano infatti assunzioni di responsabilità da parte dei Governi e soprattutto resta invariato il rapporto tra uomo e natura dopo il fallimento delle Conferenze internazionali.

La terra, che ci dà da mangiare e da bere, ci permette di respirare, di curarci, di vestirci, di proteggerci continua ad essere concepita come un "supermercato" dove chi è più forte e dispone di risorse, di informazione, di tecnologia, può prelevare, sottrarre, consumare, sfruttare, rivendere le risorse ed i beni del Pianeta in assenza di regole e spesso di controlli.

La testimonianza più concreta del deterioramento del rapporto tra l’uomo ed il Pianeta Terra trova da diversi anni un indice di misurazione nella “ impronta ecologica (IE) ” che è l'indicatore di consumo di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rinnovarle.
Esso misura l'area biologicamente produttiva di terra e di mare necessaria per rigenerare le risorse consumate dalla popolazione umana e per assorbire i rifiuti prodotti.

Questo indice ci ricorda che come Europei, con gli attuali livelli di “crescita” economica, abbiamo una impronta ecologica che è fra le più alte del mondo (già nel 2007 era di 4.55 gha ( global hectares per persona), rispetto a 2.70 del mondo.
Quella italiana si situava allora a 4.99 gha.
La maggioranza dei paesi dell'UE è oggi in " deficit ecologico ". Solo i paesi del Nord (Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia) dispongono di una riserva ecologica importante.
L'Italia si trova al di sopra di 3 gha/pers di deficit ed è in compagnia dei Paesi Bassi, della Spagna, della Grecia e del Regno Unito.

Se tutta la popolazione mondiale dovesse vivere secondo il modello di vita degli Europei, ci vorrebbero due pianeti e mezzo .

Ogni giorno per gli usi umani e produttivi viene prelevato dai bacini idrografici e dalle fonti idriche presenti sulla Terra il 20% di acqua disponibile.
Buona parte di quest'acqua viene spesso sottratta alle comunità e trasferita, sotto forma di acqua virtuale, da una parte all'altra del pianeta tramite la produzione e l'esportazione di prodotti alimentari.
Normalmente, sono i paesi "ricchi" che compensano il loro "deficit ecologico" con le importazioni di derrate alimentari, beneficiando così delle risorse naturali e dei "servizi ambientali/ecologici" degli altri paesi per assicurarsi l'approvvigionamento nelle risorse necessarie al loro modello di vita e di consumo.
Questo comportamento caratterizza in particolare i paesi europei occidentali.
 

ultima modifica: 23/04/2014 Alma P.

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