09 settembre 2015

Il diritto all’acqua e l’Europa.

Il Parlamento Europeo sostiene la richiesta ICE "Right2Water" dei cittadini europei

Il Parlamento europeo ha approvato ieri, con 363 sì, 96 no e 231 astenuti, la Risoluzione Lynn Boylan, deputata irlandese del GUE, a seguito del rigetto da parte della Commissione uscente della Iniziativa di Cittadinanza Europea "Right2Water" che, con il sostegno di 1,9 milioni di cittadini in 9 paesi europei, sollecitava la Commissione Europea ad adottare provvedimenti per sancire a livello europeo il diritto umano all’acqua.
Questa nuova  risoluzione  costituisce un preciso quadro di riferimento rispetto a principi ed indirizzi per una politica dell’acqua come diritto umano e come bene comune pubblico da parte dell'Europa, ma contiene  ambiguità  per la mancata messa in discussione della natura economica del servizio e per la conferma che l'accesso all'acqua come diritto avviene attraverso  una tariffa equa e non con costi a carico dello Stato e della collettività.

Certamente  la risoluzione è un importante risultato che premia la mobilitazione dei Movimenti dell’acqua in Europa, che hanno sostenuto l’iniziativa ICE, le azioni di advocacy sui candidati al nuovo parlamento , l’invio di 5.000 e-mail in occasione della votazione dell’8 settembre.
Dato che le risoluzioni del Parlamento non sono vincolanti, resta il dubbio, che si associa  alla speranza, che la Commissione tenga conto del parere dei cittadini sull'acqua, abbandoni la "vision" dell’acqua come "risorsa economica"  e l'opzione di puntare al partenariato pubblico-privato per  la gestione, accetti di impegnarsi per una politica pubblica europea che garantisca

universalmente ai cittadini europei il diritto umano all’acqua e riconosca l’acqua come un bene comune pubblico di tutti, quindi da proteggere attraverso una politica europea pubblica .

Sostanzialmente tre sono i punti più significativi della risoluzione:
- l' invito alla Commissione a riconoscere l'importanza del diritto umano all'acqua e alle strutture igienico-sanitarie come bene pubblico e valore fondamentale per tutti i cittadini dell'UE, e non come merce, ma non condanna le “ violazioni del diritto all’acqua”
- il riconoscimento   dell'acqua non come prodotto di scambio ma come bene pubblico essenziale per la vita e la dignità umane;
- l' invito   alla Commissione, dato che si tratta di servizi di interesse generale, ad escludere in modo permanente l'acqua e i servizi igienico-sanitari dalle norme sul mercato interno e da qualsiasi accordo commerciale e a far sì che tali servizi siano forniti a prezzi accessibili e conseguentemente l' invito alla Commissione e agli Stati membri a provvedere affinché tali servizi siano gestiti sotto il profilo tecnico, finanziario e amministrativo in modo efficiente, efficace e trasparente.

I prossimi mesi ci diranno se queste richieste del Parlamento si trasformeranno in atti di impegno  politico o resteranno raccomandazioni disattese, come Ie precedenti risoluzioni del  2003 e del 2006 e se trionferà la vision del rapporto Blue-print redatto dalla Commissione uscente.

ultima modifica: 23/09/2015 Alma P.

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