27 marzo 2013

Tunisi. I seminari sull´acqua al Forum Sociale

Costituire un'Autorità Mondiale dell'Acqua. Contrastare la distruzione delle risorse naturali. Impedire la finanziarizzazione dell'acqua.

Tavola rotonda "Acqua come bene comune e diritto umano"

ll seminario sul diritto all'acqua ha visto la partecipazione di più di 80 persone che hanno discusso e proposto alcune strategie per affrontare il tema della concretizzazione del diritto all'acqua.

Dopo le prime presentazioni dei rischi di privatizzazione della risorsa del suolo e del servizio idrico in Perù, Grecia e Tunisia, il dibattito su come si dovrà procedere per la concretizzazione del riconoscimento della risoluzione dell’ ONU è stato serrato, dando l'opportunità ai rappresentanti dei Comitati e Reti dei diversi continenti di presentare le situazioni locali e di presentare proposte a supporto delle campagne di sensibilizzazione e di mobilitazione.

Il Seminario ha cercato di affrontare nella discussione sia le proposte regionali e locali per proporre soluzioni sul come concretizzare il diritto all'acqua che di approfondire le proposte, in continuazione del lavoro avviato con il Seminario del 25 marzo, da indirizzare sulle Istituzioni internazionali tra cui le Nazioni Unite. Tra i partecipanti molti hanno sostenuto anche l'idea di agire a livello internazionale, chiedendosi operò in che modo sia possibile ridare un ruolo alle Nazioni Unite evitando il rischio di essere catturati e condizionati dalle grandi multinazionali.

Il Contratto Mondiale sull’acqua (CICMA) è intervenuto nel dibattito proponendo il percorso di costruzione di una Autorità mondiale sull'acqua basata sui principi del diritto all'acqua e dell'acqua come bene comune e del diritto della natura puntando l'attenzione sulle potenzialità e necessità di mettere in campo la costruzione di uno spazio internazionale riconosciuto e che possa indirizzare le politiche complessive sull'acqua e sia dotato di poteri di sanzionamento per le violazioni alla dichiarazione ONU.

La discussione sul tema è stata intensa e si è convenuto che continui via email nelle varie reti ponendosi l’obiettivo di arrivare alla definizione di una campagna mirata.

Seminari sulle risorse naturali

Il primo giorno di seminari del Forum Sociale si apre con molti incontri dedicati al tema delle " risorse naturali ".
Tra questi alcune delle esperienze più concrete e di attualità sono state presentate nel seminario organizzato da Blue Planet Project, Council of Canadians, Food and Water Watch Europe e molti altri, sul tema dell' Hydraulic fracking  (fratturazione idraulica): processo attraverso il quale si estraggono idrocarburi dal sottosuolo fratturando il terreno roccioso.
Nella maggior parte dei casi questo processo ha creato altissime conseguenze negative sull'ambiente circostante e sulla salute delle popolazioni dei territori in cui sono state eseguite le fratturazioni.


In particolare, la risorsa che subisce i maggiori effetti negativi è l'acqua, presente nelle falde, per due motivi: da una parte il processo del fracking richiede grandi quantitativi di acqua e dall'altro si sono verificati molti casi di inquinamento delle falde derivanti dal processo di fratturazione e dai liquidi utilizzati per il processo che variano nelle diverse situazioni. In molti casi quindi l'acqua in falda viene inquinata danneggiando anche la salute dell'uomo e degli animali presenti nel territorio.


Nonostante questo, i contadini di molti territori coinvolti nei processi non sono stati a guardare. In Francia, Quebec, Spagna e anche nella Tunisia che sta ospitando il forum, molte sono le contestazioni avviate dai comitati di cittadini che attraverso una grande attività di aggiornamento e sensibilizzazione sono riusciti ad avviare studi sull'impatto ambientale delle attività e a raggiungere anche in Quebec, USA e Francia, alcune proposte di moratoria e limitazione delle attività anche a concessione già avvenuta.
In Tunisia c'è ancora molto da fare sul tema perché manca trasparenza e informazione e per questo la società civile chiede maggiore attività di rete e più informazioni e campagne per far conoscere le vere conseguenze del fracking , che fino ad oggi sembrano non essere così positive anche dal punto di vista economico.


Staremo a vedere, per ora il Social Forum ha messo in rete le diverse istanze e ha creato solidarietà tra i diversi territori colpiti, proponendo diverse strategie di azione tra cui: l'adesione alla giornata mondiale sul fracking il prossimo 19 ottobre; la diffusione del sito sul fracking : http://www.globalfrackdown.org/ , e la diffusione di materiali e informazioni da parte di coloro che hanno già sviluppato ricerche e approfondimenti sul tema attivando anche la rete territoriale dalle associazioni alle amministrazioni.

Finanziarizzazione della natura e cambiamento climatico
Sfide e proposte dal movimento internazionale al world social forum di Tunisi.

Il Forum Sociale Mondiale di Tunisi è entrato nel vivo delle discussioni tematiche previste affrontando il tema del “clima e della finanziarizzazione della natura”.
Il Social Forum ospita molti eventi dedicati alle risorse (all’acqua in particolare) e ai principali rischi che esse devono affrontare oggi e nel prossimo futuro rispetto alla gestione e alla conservazione del territorio mettendole in relazione con gli effetti causati dal cambiamento climatico.
Nello spazio Clima, il secondo giorno del WSF già dalla mattina la sala è piena 100 persone, per la prima sessione “False soluzioni ai problemi del cambiamento climatico: agro combustibili, industria biogenetica, energia nucleare e geo ingegneria”. Si entra subito al centro del problema: la tecnologia biogenetica, la geo ingegneria, l’energia nucleare non sono le risposte da mettere in atto per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, né per fermarlo. A dirlo sono i diversi rappresentanti delle reti internazionali “La via campesina”, “ Global forest Coalition Focus on the global south ” e molte altre ancora
( http://globalforestcoalition.org/wpcontent/uploads/2013/03/FINAL_Climate_Space_flyerEN.pdf )

che da anni stanno studiando e subendo l’impatto che le nuove tecnologie e le grandi infrastrutture, stanno avendo sulle comunità locali soprattutto dei paesi del sud del mondo, in nome della protezione delle risorse e della garanzia dello sviluppo economico e sociale di quei territori.

Le soluzioni tecnologiche, al contrario di quanto spesso si pensa, stanno aumentando la vulnerabilità dei territori in diversi modi: se da una parte si cambiano le coordinate genetiche delle materie prime che possono, in alcuni casi, essere riprodotte ormai in un semplice laboratorio, eliminando la funzione della natura stessa e diminuendo così la biodiversità locale e globale, dall’altra si sta togliendo la capacità di gestire e utilizzare le proprie terre alle comunità locali, e ai popoli indigeni che le vivono e che dalle stesse traggono sussistenza e garanzia per il futuro delle generazioni.

Dal Brasile alla Colombia – come racconta La via Campesina – le esperienze di coltivazione di agro combustibili dal mais alla canna da zucchero, hanno causato in prima istanza lo spostamento forzato delle popolazioni locali che hanno perso le terre, la fonte di sostentamento primaria e la biodiversità connessa poiché si sono installate monoculture che molto spesso lasciano i terreni infertili dopo vari anni di coltivazione. Oltre al danno, la beffa perché molte delle produzioni alimentari tra cui lo zucchero, come ben sappiamo, non saranno lasciate al mercato interno ma la gran parte viene trasformata in bio carburante. In ultimo, ma non importante, è la perdita dei diritti connessi alla proprietà della terra, che molto spesso rimangono sulla carta, ma praticamente con gli spostamenti forzati, non sono più riconosciuti alle popolazioni locali.

Ma nonostante questo le battaglie per il riconoscimento dei diritti al cibo, all’acqua e quelli della natura stessa, sono all’ordine del giorno e i modelli alternativi di sviluppo locale e sociale esistono e per questo ci vuole massimo impegno nel portarli avanti e nel sostenerli e rafforzarli. Questo è anche l’obiettivo del Comitato Italiano per il contratto mondiale sull’acqua e di COSPE che sono qui presenti al Social Forum per sostenere i movimenti del Sud del mondo e con loro pensare a nuove modalità di costruzione di alternative territoriali per il Nord e per il Sud del mondo sui temi dell’acqua, dello sviluppo e del riconoscimento dei diritti in particolare. In questo ottica nel corso dei Seminari che si sono svolti all’interno del Forum social, dedicati all’acqua, il Contratto Mondiale ha avanzato alle Reti dei Movimenti la proposta di dar vita ad un Autorità mondiale sull'acqua, una istituzione che si faccia carico di concretizzare il diritto umano all'acqua, di salvaguardia l’acqua come “bene comune e diritto della natura”, di indirizzare le politiche complessive sull'acqua e sia dotato di poteri di sanzionamento con cui colpire le violazioni da parte delle grandi imprese multinazionali.

La seconda parte della giornata, che ha visto ancora una grande partecipazione di pubblico ha affrontato la parte più difficile e complessa del discorso che sta sotto la promozione delle soluzioni tecnologie per lo sviluppo: la finanziarizzazione delle risorse e la creazione di nuovi mercati.
Dal dibattito è emerso con forza che è questo il framework , lo scenario in cui si inseriscono le nuove politiche di promozione delle grandi infrastrutture, di creazione di nuove merci e beni, come l’acqua da commercializzare, patrimonializzazione e mercificazione, la gestione delle risorse come assets che non si inseriscono più nei mercati tradizionali, ma hanno bisogno di nuove soluzioni, di bolle finanziarie per poter essere commerciati e scambiati in un ambito di speculazione complessiva della finanza , lo sviluppo della cosiddetta “ green economy

La nuova finanziarizzazione, include le ultime cose rimaste da commerciare: le risorse naturali non in quanto servizi, ma in quanto risorse vere e proprie e l’acqua ne è il principale esempio – bacini, fonti, ghiacciai sono i nuovi assets del mercato finanziario mondiale, sui quali si stanno creando fondi che, “a quanto dice anche City Group ” – come sottolinea Andre Abreuil della Rete Europea dei movimenti per l’acqua – “renderanno nei prossimi 10 anni molti di più di quanto non abbiano fatto gas e petrolio”.

Antonio Tricarico di ReCommmon che accende il pubblico con la prima relazione ribadisce che – “serve la creazione di nuovi mercati globali, serve la creazione del concetto di scarsità delle risorse da cui deriva poi il principio della competitività e del prezzo e conseguentemente della finanziarizzazione dei beni”.
Le banche sono i soggetti maggiormente implicati in questo processo.

Anche per questo il Social forum da l’opportunità ai movimenti di cittadini, ong e organizzazioni sociali dagli Stati Uniti, all’Europa all’America latina, e all’Asia e Africa qui presenti, di confrontarsi sulle strategie di resistenza, sulle campagne globali da mettere in atto per fermare i processi a livello locale e internazionali e per diffondere le pratiche alternative tra cui quelle dell’agricoltura a piccola scala e della nuova spesa pubblica nazionale.

Dal Sud arriva la voce della resistenza che è già in atto e che punta ai seguenti obiettivi :
1. continuare ad approfondire i temi e diffonderli in più possibile tra le persone e i cittadini
2. ri-regolare i nostri sistemi legislativi che sono iper regolati ma fondati su leggi che non proteggono le risorse ma favoriscono la mercificazione
3. organizzare la difesa dei territori in modo nonviolento
4. difendere coloro che si battono per il riconoscimento dei diritto e che molto spesso pagano in prima persona per le azioni di protesta e anche solo di denuncia che mettono in atto per smascherare le false idee dello sviluppo tecnologico.
Ancora una volta i Movimenti dimostrano di avere competenze, conoscenze e proposte per costruire un modello di sviluppo diverso dalla mercificazione e finanziarizzazione della natura, fondato sulla salvaguardia e condivisione dei beni comuni.

Contributi redazionali a cura Cristina Sossan - Cicma

ultima modifica: 29/03/2013 Alma P.

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