“Acqua bene comune dell’umanità: un diritto di tutti” 2002 – 2005

Progetto promosso da Ce.Vi, CIPSI, Legambiente, Cicma, Cospe, Cric, Cerai, AFVP, e cofinanziato dall’Unione Europea

Le prime due fasi del Progetto “Acqua bene comune dell'umanità” hanno portato le ONGs realizzatrici a rilevare la necessità di continuità in un'azione che ha prodotto ottimi risultati di sensibilizzazione. La scelta di sviluppare una ulteriore fase del Progetto sul tema acqua è stata rafforzata anche da tre importanti avvenimenti:
• Il 2003 dichiarato dall'ONU Anno Internazionale dell'Acqua Dolce;
• Le conclusioni del Summit di Johannesburg;
• La costituzione della coalizione mondiale di Porto Alegre.
La dimensione nazionale ed internazionale del Progetto si è affermata attraverso due canali diversi:la diffusione mass-mediale e i contatti con il Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull'acqua. La visibilità della giornata Mondiale dell'acqua è notevolmente cresciuta e nel 2002-2003 l'evento ha avuto molta attenzione da parte di numerosi organi di stampa e radio televisivi, fra cui, a livello nazionale, Tg 5, Pari e dispari (trasmissione Rai 3), Geo & Geo (trasmissione Rai 3), RTL 102.5, GRR RAI, Radio Popolare, Repubblica, Corriere della sera, Manifesto, Io Donna, Grazia, Airone, Carta.
L'intenso rapporto con il Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull'acqua ha permesso di costruire rapporti significativi con numerosi partner internazionali, appartenenti sia a Paesi del Sud che del Nord del Mondo, tra cui ricordiamo Francia, Canada, Ghana, Brasile, Bolivia, Belgio. Questi contatti si sono formalizzati nella stesura della Dichiarazione di Porto Alegre, formulata durante i lavori del Social Forum Mundial del 2002, al quale hanno partecipato anche rappresentanti del Comitato Italiano e del Progetto.
A questo primo incontro della Coalizione mondiale per l'acqua hanno fatto seguito, nel maggio 2002, l'incontro di Creteil (Francia) ed il Forum di Johannesburg (settembre 2002), cui sono stati presenti anche rappresentanti del Ce.V.I. e del Comitato Italiano e la realizzazione a Firenze nel Marzo del 2003 del 1° Forum alternativo mondiale dell'Acqua realizzato dal CIPSI e dal Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull'acqua.
A partire da questi presupposti e in funzione dei risultati raggiunti nel corso del biennio 2000/2001, le ONGs aderenti al C.I.P.- CIPSI INTERNATIONAL PARTNERSCHIP, considerato che il 2003 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite:Anno Internazionale dell'acqua dolce, hanno quindi deciso di perseguire la strategia consortile di progettazione e realizzazione sul tema del “Diritto all'acqua” nell'ambito della programmazione delle attività EaS, con il consolidamento delle attività previste rispetto al tema Acqua.
Il progetto “Acqua per tutti”, proprio in funzione dell'Anno Internazionale delle Nazioni Unite dedicata all'Acqua dolce, si proponeva di essere lo strumento per rafforzare la crescita della sensibilità e della mobilitazione delle istituzioni e dell'opinione pubblica italiana.
L'obiettivo specifico del progetto era strettamente legato alla dichiarazione da parte delle Nazioni Unite del 2003 come “Anno Internazionale dell'Acqua dolce” e a una serie di eventi internazionali, come l'importante Conferenza di Kyoto del mese di marzo 2003; si sottolinea inoltre la volontà di dare seguito alle proposte di impegno lanciate dal Forum di Firenze (marzo 2003).
Rispetto a questi eventi il Progetto si è configurato come uno strumento di impegno progettuale finalizzato a promuovere comportamenti e assunzione di impegno coerenti da parte delle Istituzioni e dei singoli cittadini a sostegno degli obiettivi del manifesto per il Contratto Mondiale sull'Acqua e della Dichiarazione delle Nazioni Unite.
In particolare questo obiettivo è stato perseguito su due livelli:
livello nazionale
• promuovendo la difesa dell'Acqua come “Bene comune dell'umanità”
affermando che l'acqua è un diritto fondamentale che deve essere garantito ad ogni essere umano
livello territoriale
• promuovendo la mobilitazione dei diversi soggetti locali, sia istituzionali che extra istituzionali, rispetto agli obiettivi del Manifesto per il contratto mondiale dell'acqua ed ai temi proposti nell'ambito dell'Anno Internazionale dell'acqua dalle Nazioni Unite.
• individuando delle proposte concrete di modelli partecipati e democratici di gestione delle risorse idriche, capaci di coinvolgere l'intera rete di soggetti interessati al tema del diritto all'acqua in Italia in Europa e nel Mediterraneo.
Questo ultimo livello di intervento è stato reso agibile dalla notevole capacità di riflessione, anche tecnica, che l'équipe di coordinamento del Progetto e il Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'acqua sono riusciti a sviluppare nel corso del primo biennio di attività.
Gli obiettivi generali, in riferimento ai target del Progetto, erano:
• favorire nuovi atteggiamenti responsabili intorno alla gestione e difesa di questo bene a livello di singoli cittadini, di giovani, di opinione pubblica
• promuovere un processo educativo e formativo a livello territoriale nell'intento di rilanciare nuovi atteggiamenti culturali rispetto all'uso e gestione della risorsa acqua potabile, ma anche di fiumi, fonti sorgive
• responsabilizzare gli enti locali e promuovere i comitati territoriali per favorire la mobilitazione di risorse per garantire l'accesso all'acqua ad una parte del 1,3 milioni di persone che abitano nei Paesi in via di sviluppo.
Il Progetto , in funzione del suo carattere consortile, si basava su una metodologia “partecipativa” che stimola e promuove il coinvolgimento diretto delle ONGs aderenti al Consorzio nella realizzazione delle specifiche azioni previste dal Piano di azione in funzione delle specificità ed ambiti di intervento.

Per ulteriori informazioni:  www.cevi.coop

ultima modifica: 15/12/2016 Alma P.
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