Protocollo internazionale per il diritto all'acqua

La campagna internazionale per concretizzare il diritto umano all'acqua e le modalità di sostegno (www.waterhumanrighttreaty.org).
Il dibattito e le iniziative in Italia rispetto al diritto umano all'acqua.

Per sollecitare la comunità internazionale a definire norme giuridicamente vincolanti sul diritto all'acqua, a concretizzazione della risoluzione dell'ONU del 2010, il Contratto mondiale ha redatto la proposta di un " Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti economici sociali e culturali" (PIDESC)  che definisce le modalità per rendere concreto il "Diritto umano all'acqua e ai servizi igienici".
Questa proposta che risponde ad uno degli obiettivi del Manifesto ABC e dell'Agenda politica Acqua Bene Comune vuole essere  una sfida per contrastare il mancato inserimento del diritto umano all'acqua tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile della Agenda 2030 e l'assenza di impegni a difesa dell'acqua a livello di Dichiarazione della COP 21 di Parigi.
L'urgenza di sancire il diritto umano all'acqua e ai servizi igienici di base, attraverso uno  strumento di diritto internazionale, cogente per gli Stati è oggi una priorità in funzione dei processi di globalizzazione che tendono a  trasformare  l'acqua in una commodity e ridurre la sovranità degli Stati e la cogenza delle legislazioni nazionali, anche di rango costituzionale, a difesa dei diritti umani sanciti dalla Dichiarazione Onu  ma soprattutto degli effetti dei cambiamenti climatici.
Trattati come il TTIP, o altri accordi di liberalizzazione dei servizi locali, introducono vincoli alla sovranità degli Stati e concedono alle multinazionali la facoltà di portare, al giudizio di Corti private di arbitrato,  legislazioni o vincoli che limitano  il libero mercato, anche se relative a servizi di tutela dei diritti umani, come attestano alcune esperienze di Paesi dell'America Latina.
L'adozione di un Protocollo/Trattato Internazionale per il diritto umano all'acqua, associato al Patto PIDESC, introduce importanti elementi di avanzamento e novità rispetto alle risoluzioni, convenzioni e trattati esistenti.
Sancisce infatti un diritto umano "autonomo", specifico in tema di acqua e servizi igienici, definisce  le modalità con cui deve essere garantito dagli Stati sul piano sostanziale e su quello procedurale.
Il Protocollo è accompagnato da un documento di "commento" che illustra il criterio di stesura.
Per ottenere l'adesione alla proposta del Protocollo di un gruppo di Stati e  l'avvio di una fase negoziale presso il Consiglio dei Diritti Umani, è necessario una mobilitazione internazionale da parte di cittadini, ONG, Movimenti sociali, nei confronti dei rispettivi Governi, in primis per impegnare il Governo italiano.
Per raggiungere questo risultato è stata lanciata la Campagna internazionale  " WaterHumanrighttretay " ed attivato il sito www.waterhumanrighttreaty.org , in lingua inglese, che illustra gli obiettivi e le modalità di adesione e sostegno alla Campagna e il testo del Protocollo nelle varie lingue.
Nella sezione a sinistra  "Materiali prodotti" è possibile leggere, in italiano, i contenuti delle varie sezioni del sito in inglese,  il percorso che ha portato a questa proposta ed il Testo del Protocollo.

Le associazioni, comitati  e movimenti  che condividono questa proposta e intendono aderire  al Comitato di sostegno, possono inviare una mail di adesione a: info@waterhumanrighttreaty.org .

E' possibile sostenere la Campagna anche  a livello personale utilizzando il modulo Subscribe  o la seguente  doc Scheda di Adesione .

ITALIA: PRESE DI POSIZIONE E PROPOSTE SUL DIRITTO UMANO ALL'ACQUA

Il posizionamento del Vaticano  
A partire dalla Enciclica “Laudato Si”, papa Francesco ha espresso con forza la difesa non soltanto dei diritti della Terra ma in modo particolare ricordato che “ l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani ”.
Nel suo intervento del 24 febbraio 2017 , il Papa ha richiamato la responsabilità degli Stati e esplicito l’urgenza di adozione di strumenti giuridici che consentano al concretizzazione del diritto umano all’acqua.
Approfondimenti sono disponibili nella sezione Documenti - Dichiarazioni Chiesa

Il posizionamento del Parlamento
❐ Il diritto umano all’acqua in Italia è stato affrontato nel corso della XVII legislatura ed aveva trovato una prima modalità di riconoscimento come diritto umano di tutti i cittadini sulla base della risoluzione dell’ONU, con identificazione di una modalità di presa in carico del costo per garantire a tutti l’ accesso ad un minimo vitale( 50lt/pers/gg), attraverso il DDL 2343 su “ Principi per il governo e la gestione pubblica dell’acqua”, approvato dalla Camera il 20 aprile 2016, che riprendeva solo in parte i contenuti del DDL 2212 di iniziata popolare. Il DDL 2343 con l’art. 2 sanciva il riconoscimento del diritto umano all’acqua e l’acqua come bene comune; con l’art.7 definiva le modalità con cui garantire il diritto al minino vitale e la copertura del costo.
Purtroppo questo disegno di legge, dopo l’approvazione della Camera, è rimasto bloccato presso la Commissione Ambiente del Senato e il provvedimento è pertanto decaduto con la fine della legislatura.
Per approfondimenti vedi News 13 settembre 2016

Il posizionamento del Consiglio Nazionale Forense
A partire dal 2015, Il Consiglio Nazionale Forense ha avviato un approfondimento sul tema della difesa del diritto umano all’acqua, tema che è stato oggetto di diverse prese di posizione da parte del Consiglio attraverso il suo Presidente.
Manifesto dell'acqua come diritto fondamentale del 30 ottobre 2015 in occasione del convegno ‘‘L’acqua: diritto fondamentale dell’individuo’’
❐" Diritto all'acqua ", intervento del Presidente del CNF al Convegno "Regole per l'acqua, regole per la vita"
Relazione del Presidente Andrea Mascherin in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2018 del Consiglio Nazionale Forense


La tutela dell’accesso alle famiglie in condizione di disagio economico
❐ L’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, che regolamenta la gestione del servizio idrico, in coerenza con le disposizioni recate dal P.C.M. 13 ottobre 2016, con la delibera 897/2017/R/idr ha introdotto, a partire dal 1 gennaio 2018, regole uniformi per l’intero territorio nazionale in merito alla istituzione di un bonus sociale idrico per garantire l’accesso all’acqua alle famiglie in condizioni di disagio economico, estendendo quindi anche all’acqua bonus sociali già applicati per altri servizi. Il bonus consiste in uno sconto in bolletta pari al costo di 18,25 mc annui (equivalenti a 50 litri al giorno, cioè il quantitativo minimo stabilito per legge per il soddisfacimento dei bisogni personali) per ciascun componente il nucleo familiare.
Leggi la pdf  Delibera Bonus idrico sociale  

 
ultima modifica: 23/11/2018 Alma P.
Come contribuire
Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'acqua - Onlus

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