Riconosciamo il
diritto all'acqua

I percorsi da intraprendere per il riconoscimento del diritto all'acqua

Le risorse rinnovabili di acqua presenti sul pianeta sono teoricamente più che sufficienti a soddisfare le esigenze dell'uomo. Di fatto, però, oggi ancora poco meno di un miliardo di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua potabile, mentre per più di 2 miliardi la qualità dell'acqua è scarsa o pessima. Oltre a questo metti circa 2 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienici.
Ancora oggi i morti per mancanza di accesso all'acqua e a causa delle malattie portate dall'utilizzo di acqua inquinata sono molto di più di qualsiasi guerra o disastro.  Per contrastare queste tendenze il Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull'acqua ha lanciato a partire dal 2000 la sfida del riconoscimento del diritto all'acqua e di un governo mondiale dell'acqua, pubblico e partecipato, come bene comune, patrimonio di tutta l'umanità. 
La comunità internazionale si è dimostrata sensibile a questo appello ed in più occasioni ha avviato percorsi nel tentativo di promuovere una nuova cultura dell'acqua il suo riconoscimento come diritto umano.
Il diritto all'acqua è stato proclamato, a livello di principio, in diverse dichiarazioni intergovernative senza però riuscire a conferire al principio forza costrittiva e normativa.
Dopo svariati tentativi,  promossi dal Contratto Mondiale e dai Movimenti  attraverso i Fourm Mondiali , nel luglio 2010 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha riconosciuto il diritto umano di accesso all'acqua , su proposta del governo Boliviano, che per primo ha vissuto gli effetti della mancanza di accesso all'acqua, sia per problemi di infrastrutture sia per gli effetti disastrosi della privatizzazione.           A partire da questo cambiamento di rotta , l'obiettivo sui cui lavoarre  è quello che tutti i Governi del mondo procedano al più presto alla ratifica di questa risoluzione 64/92 (luglio 2010).  In assenza di questa ratifica questa riconoscimento non produrrà nessun effetto obbligatorio per i singoli Stati.
Ricordiamo anche che, dalla mancanza di accesso all'acqua, dipendono anche altri diritti tra cui: educazione, sanità e lavoro soprattutto per le bambine e le donne.

Dopo aver ottenuto il riconoscimento del Diritto all'acqua si deve quindi ora passare alla concretizzazione di tale risoluzione.  Le proposte del Contratto Mondiale sono :
- il riconoscimento del diritto all'acqua nelle carte costituzionali nei singoli Stati e a livello locale negli statuti comunali e delle comunità locali;
- l'adozione di un Protocollo Opzionale al Patto sui diritti economici, sociali e culturali sul diritto all’acqua o di una convenzione, espressamente dedicata alla concretizzazione del diritto che ne preveda anche modalità di sanzionamento identificate attraverso la costituzione di una Agenzia Mondiale per il Diritto all'Acqua;

Ulteriori strumenti di difesa della garanzia del diritto all'acqua potrebbero essere perseguiti attraverso la ratififca da parte di almeno 10 Stati, del Protocollo Opzionale al Patto sui diritti economici, sociali e culturali, che è stato adottato nel 2008 dal Comitato sui diritti economici, sociali e culturali.

Sul fronte europeo è opportuno ricordare che la proposta di un Protocollo Mondiale era già stata lanciata nella Assemblea dei cittadini ed Eletti per l’acqua svoltosi presso il Parlamento Europeo nel 2007, senza però ottenere accoglimento.

E' quindi necessario attivare con urgenza come cittadini iniziative europea per sollecitare gli Stati e la Commissione a pervenire ad una modifica del Trattato inserendo il diritto all'acqua tra i diritti sociali risconosciuti.

ultima modifica: 21/12/2012 Alma P.
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